PSICOTERAPIA COGNITIVA

La psicoterapia cognitiva si basa su due pilastri fondamentali, la collaborazione tra il paziente ed il terapeuta e lo studio e l'analisi di emozioni, pensieri ed azioni della persona. L'obiettivo di tale terapia è sempre il benessere del paziente, stato che è possibile raggiungere se attraverso un percorso condiviso si mira a raggiungere una maggiore consapevolezza dei propri processi interni e di cosa questi possano generare in noi e nel rapporto con gli altri.

 

Perchè proprio la psicoterapia cognitiva? Cosa ha di diverso dalle altre?

 

La terapia cognitiva è fondata scientificamente, numerose sono le ricerche (nazionali ed internazionali) che definiscono questo approccio come quello più adatto per numerosi disturbi psicologici tra cui la depressione maggiore, il disturbo da attacchi di panico, la fobia sociale, il disturbo d’ansia generalizzato, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi del comportamento alimentare, le psicosi. La psicoterapia cognitiva fissa uno scopo da raggiungere, in accordo con il paziente, e durante il percorso terapeutico lo monitora ed eventualmente lo aggiorna, sempre seguendo la migliore strategia per il benessere del paziente. Si concentra sul problema attuale, spesso definito dal paziente come sintomo, cercando di attenuarlo se è molto disturbante, cosa che impedisce l'attivarsi delle risorse del paziente. Nella terapia cognitiva è fondamentale la collaborazione tra il paziente ed il terapeuta, è la relazione ad essere curativa nel processo della terapia; infatti l'obiettivo ultimo della terapia è quello di far diventare il paziente il terapeuta di se stesso, fatto che previene eventuali ricadute, e rende la persona più consapevole e libera. Questo è possibile perchè numerosi sono gli strumenti a disposizione del terapeuta, e questi vengono messi a disposizione del paziente, in modo che possa servirsene anche quando il percorso di terapia sia concluso.

EMDR

Che cos'è l'EMDR?

L' EMDR è un acronimo inglese (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), indica una tecnica utilizzata per la desensibilizzazione e la riprocessazione di alcuni eventi della nostra vita, attraverso la stimolazione dei movimenti oculari.

Come funziona l'EMDR?

Questa tecnica nasce negli Stati Uniti alla fine degli anni '80, è volta all' elaborazione delle memorie traumatiche, avviene stimolando in modo bilaterale il cervello del paziente, cercando di mettere in comunicazione l'emisfero destro con quello sinistro; tale comunicazione viene stimolata banalmente in due modi, o seguendo con lo sguardo un dito che si sposta nel campo visivo del paziente da destra a sinistra, o toccando leggermente prima una spalla o una gamba e poi l'altra in modo alternato.

La stimolazione bilaterale porta il paziente ad elaborare naturalmente il trauma, proprio perchè il trauma si definisce tale in quanto è rimasto "bloccato" e quindi non processato e non inserito in una narrazione coerente di sè, tale tecnica aiuta quindi il naturale processo di risoluzione della memoria traumatica, alleviando tutta la carica emotiva negativa che la circondava.

Quando usare l'EMDR?

Questa tecnica può essere utilizzata all'interno di un percorso di psicoterapia per "risolvere" i traumi causati da eventi di vita puntuali e drammatici, come può essere un grave incidente, un terremoto, una violenza, un aborto, ecc...Tali eventi vengono definiti come traumi con la T maiuscola; possono però essere trattati altri eventi, come per esempio atti di bullismo subiti in adolescenza, conflitti famigliari molto accesi, ecc..., questi eventi vengono invece definiti traumi con la t minuscola, perchè il loro effetto negativo è dovuto soprattutto al loro ripetersi nel tempo in modo costante e disturbante.

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